MMG: quale verità?

Sapete veramente cosa prevede la proposta sulla formazione dei medici per la medicina generale presentata ai sindacati??

4 sono i punti chiave:

1⃣ LAVORO E FORMAZIONE ASSIEME, STOP ALLE INCOMPATIBLITA’ x i corsisiti. Garanzia per loro di un POSTO A TEMPO INDETERMINATO, STIPENDIO, VERSAMENTI PENSIONISTICI, COPERTURA MALATTIA INFORTUNIO E GRAVIDANZA PER LE COLLEGHE

 

2⃣INCREMENTO DI 2000 POSTI SENZA BORSA PER INIZIARE A FORMARE I MEDICI GIA’ IN SERVIZIO DA ANNI CHE OPERANO NEI SETTORI DELLA MEDICINA GENERALE E ABBIANO SUPERATO L’ESAME DI AMMISSIONE AL CORSO DI FORMAZIONE

 

3⃣ SEMPLIFICAZIONE NELL’ATTIVARE CORSI PART TIME abolendo i vincoli a intervallare periodi a tempo pieno

 

4⃣ ALLINEAMENTO ALLA NORMA EUROPEA per riconoscere riduzioni del percorso per formazione certificata già in possesso

 

Come funziona il meccanismo:

 

Il principio cardine è garantire che tutti i medici che esercitano nei 4 settori della Medicina Generale (Medici di Famiglia, Guardia Medica, 118, Medicina dei Servizi) siano formati ed inquadrati correttamente

⛔NESSUNA SANATORIA⛔: si prevede che tutti debbano fare il corso.

La norma europea e quella italiana obbligano al possesso del titolo PER ESERCITARE LE FUNZIONI DI MEDICINA GENERALE (IN TUTTI I SETTORI).

In Italia invece, l’Accordo Nazionale di lavoro lega il possesso del diploma alla tempistica del contratto di lavoro (tempo determinato o indeterminato), anomalia che ha prodotto il disastro che oggi fa si che circa 10000 persone lavorino senza formazione e senza diploma.

Il diploma quindi diventa il discrimine tra chi, pur esercitando le stesse funzioni e avendo lo stesso contratto, lo fa da precario o a tempo indeterminato.

In pratica oggi i precari che lavorano da anni su cui l’SSN ha investito “scaldano la sedia” a chi ha avuto la possibilità di entrare al corso, o ha potuto farlo nonostante la borsa di studio indecorosa.

La norma europea però (Direttiva 36/2005 CE) prevede un ulteriore possibilità che l’Italia potrebbe adottare. I medici in corso di formazione in medicina generale possono esercitare le funzioni di medicina generale e di conseguenza adottando questa norma si permetterebbe a tutti i corsisti di accedere alle graduatorie regionali e avere contratto a tempo indeterminato in guardia medica, 118 o medicina di famiglia, IN SUBORDINE AI MEDICI GIA’ PRESENTI OGGI E QUINDI SENZA SORPASSARE NESSUNO.

L’ effetto di questo punto garantirebbe quindi ai corsisti stipendio, versamenti pensionistici, assicurazione malattia e infortuni e punteggio ed esperienza.

OGGI INVECE I CORSISTI POSSONO FARE SOLO BREVI PERIODI E DA PRECARI, CON UNA BORSA DI STUDIO DA FAME

 

Il provvedimento pensa poi ai medici che esercitano da anni nelle Aziende sanitarie e hanno superato l’esame di ammissione al corso ma che per vari motivi non hanno potuto accedere (mancanza posti, problemi economici con la borsa insufficiente, figli e mutui etc..)

Viene previsto che se un medico ha superato l’esame possa chiedere di essere ammesso senza borsa nel limite di 2000 posti in tutta Italia in base alla reale anzianità di servizio attivo in medicina generale negli ultimi 5 anni. In questo modo si valorizzano e si formano piano piano le migliaia di precari che hanno consentito ai servizi di rimanere aperti in questi anni e gli si consente anche di lavorare per potersi mantenere.

Tutti i criteri di punteggio per le graduatorie sarebbero sempre e comunque rimandati al contratto di lavoro, e quindi i sindacati che temono problemi sarebbero invece coloro i quali incaricati di definire i criteri di punteggi e priorità specifici per tutti i medici di cui sopra, evitando sorpassi e abbandoni.

Venendo al tanto citato tema della meritocrazia, ecco che è opportuno fare queste considerazioni:

Il provvedimento terrebbe conto non solo delle crocette all’esame ma per i medici in servizio anche dell’impegno reale nell’ erogare i servizi ai cittadini, magari in zone disagiate e con incarichi precari. Tra l’altro, come noto, la graduatoria di accesso al corso MMG prevede criteri non meritocratici in quanto molti esclusi, a pari punteggio, vanno a spareggio in base all’anzianità di laurea e all’età, tipicamente criteri che non dipendono dal merito individuale. (se hai due lauree paradossalmente potresti essere svantaggiato)

Infine, il provvedimento prevede la semplificazione nell’organizzazione dalla formazione part time di modo da facilitare l’attivazione di questa modalità a garanzia della qualità della formazione. Non solo questo ma sono previsti anche la possibilità di riduzioni di massimale orario o di assistiti per conciliare proprio il bilancio vita-lavoro-formazione.

Ultima, ma non ultima, il riconoscimento di periodi di formazione già svolti, come prevede la norma europea. Se sei già cardiologo non devi rifare ad esempio il tirocinio “osservazionale” di cardiologia, così come se sei internista quello di medicina interna.

 

• Posti di lavoro stabili, stipendio e pensione

• 4000 posti complessivi per la formazione con valorizzazione di chi negli anni, facendosi il mazzo nel precariato ha tenuto in piedi il SSN

• Bilancio sostenibile di formazione – lavoro – vita privata

E per chi ha paura che non ci siano i posti o che si formino troppi medici le tabelle e i numeri dei pensionamenti toglieranno ogni dubbio…. solo in Lombardia oggi quasi 1200 precari in servizio senza titoli ….

Tutti i corsisti del prossimo anno non coprirebbero nemmeno i buchi che oggi già ci sono nella sola Lombardia

 

Concludendo, applicando correttamente il provvedimento, chi è già dentro rimarrebbe sempre prima, chi è fuori formazione potrebbe formarsi e negli anni avere prospettiva, e tutti potrebbero aspirare dati i numeri dei precari e dei pensionamenti, a posti di lavoro stabili

A chi nuoce questo provvedimento?

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